Non leggete questo post se non avete visto INLAND EMPIRE, o sennò leggetelo pure, tanto neanch'io l'ho capito!
Nel momento in cui sto scrivendo "Niente di personale" ho 22 anni, compongo musica elettronica e non, mi piacerebbe scrivere una sceneggiatura di un film e amo David Lynch.
Credo che niente sia stato finora, nella storia del cinema, sia così vicino alla struttura onirica e del delirio. INLAND EMPIRE è un sogno. Forse è meglio dire un incubo che finisce bene.
Solo la mente di un grande sognatore come Lynch poteva creare una cosa così contorta, così intrecciata, così insensata, così... bellissima.
La complessità è tale da rendere il film incomprensibile, alla mente, ma allo stesso tempo la mente lo può comprendere in quento in grado di sognare.
Sì perchè quelli che succedono sono dei non-eventi, solo la mente senza sovrastrutture può interpretarli. Se si elimina il concetto di trama e di ordine logico allora si inizia a capire qualcosa in qesto delirio.
Può aiutare sapere che nei sogni siamo tutti i personaggi, parliamo in vece di chi ci parla, sappiamo già quello che pensa. Ci mettiamo dei panni, a volte simbolici, di altre persone o professioni.
E' ampio il bestiario onirico classico utilizzato:
c'è il cane, che so di certo che rappresenti l'istinto; c'è il coniglio, identificato già dagli antichi come psicopompo, che nel film ha il ruolo di portare chi sta guardando nel sogno; poi ci sono il cavallo e la scimmia di cui non so il significato.
Nel delirio simbolico non potevano mancare i colori e gli oggetti: il telefono rosso, la lampadina e l'accendino, la macchina da presa...
L'uso della luce è anche qui straordinario, trascende l'utilità stessa per diventare simbolo, lo stesso lo si può dire per il tipo di inquadratura e la pellicola, a volte usa anche la telecamera digitale(!), eresia per un cineasta come Lynch.
Se non l'avete visto cosa aspettate? Spegnete il cervello e accendete la mente.
Se ci riesco provo anche un po' a descrivere "la trama" e i pesonaggi.
martedì 6 febbraio 2007
Empty beats for the empty beat generation
Composto da e per una generazione di battiti vuoti.
Fatto dove qualsiasi elemento è solo simbolo di se stesso e del proprio benessere.
Composto dai silenzi di una società immersa nel rumore assordante e regole di regole.
Fatto perchè c'è una generazione che lo suona e che lo ascolta.
Nel momento in cui sto iniziando a scrivere "Niente di personale" ho 22 anni, sono diplomato in informatica, lavoro come grafico e programmatore, vivo a casa con i miei.
"Empty beats for the empty beat generation" sarà il nome del mio album, ormai in cantiere da anni. Non c'è un unico filo conduttore tra una traccia e l'altra, possono sembrare ognuna incastrata nel proprio "nulla" monolitico.
In realtà qualcosa le accomuna, proprio per il fatto che sono composte tutte da un'unica persona nel corso di 4 anni.
Ogni brano è intriso del periodo nel quale viene composto, dalla società che trovo e dal mio bagaglio di esperienza. Spazia in tutti i suoni chimici e artefatti che si sono sentiti, ma nella propria portante c'è qualcosa di nascosto: è lo studio del ritmo, armonia e melodia analizzate secondo istinto, sentimento e ragione.
La speculazione di "empty beat" e "empty beat generation" la farò nei prossimi post.
Fatto dove qualsiasi elemento è solo simbolo di se stesso e del proprio benessere.
Composto dai silenzi di una società immersa nel rumore assordante e regole di regole.
Fatto perchè c'è una generazione che lo suona e che lo ascolta.
Nel momento in cui sto iniziando a scrivere "Niente di personale" ho 22 anni, sono diplomato in informatica, lavoro come grafico e programmatore, vivo a casa con i miei.
"Empty beats for the empty beat generation" sarà il nome del mio album, ormai in cantiere da anni. Non c'è un unico filo conduttore tra una traccia e l'altra, possono sembrare ognuna incastrata nel proprio "nulla" monolitico.
In realtà qualcosa le accomuna, proprio per il fatto che sono composte tutte da un'unica persona nel corso di 4 anni.
Ogni brano è intriso del periodo nel quale viene composto, dalla società che trovo e dal mio bagaglio di esperienza. Spazia in tutti i suoni chimici e artefatti che si sono sentiti, ma nella propria portante c'è qualcosa di nascosto: è lo studio del ritmo, armonia e melodia analizzate secondo istinto, sentimento e ragione.
La speculazione di "empty beat" e "empty beat generation" la farò nei prossimi post.
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