Di nuovo. Il tempo cos'è? Cos'è questo fluido immaginario in cui siamo immersi, inesorabile e irreversibile? Si misura con i secondi e gli anni ed è croce di chi deve ricordare e delizia di chi deve dimenticare. Il tempo è maestro. Il tempo è la dimensione in cui lo spazio cambia; le rughe, la nuova Audi, l'artrosi, l'impianto di silicone... ma la tua testa è sempre la stessa. Ferma in un paradosso, immobile, sebbene soggetta al movimento di due forze opposte. I pensieri di un anno fa ritornano, come in un nevrotico, vogliono avere senso. Quel senso che tu non sai dargli.
Solo ora che ho capito la differenza tra bisogno e desiderio, forse potrei discernere la differenza tra piacere e godimento... provare a spiegartelo. Uno è una mancanza. L'altro è una domanda. Il resto è ciò che ottieni dalla vita e ciò che strappi dalla morte.
Il più grande errore è stato non apprezzarti per quel che eri, senza stigarti a cambiare. Sono stato stronzo e manipolatore, ma con un buon fine. Appunto il fine NON giustifica i mezzi. Non l'avevo capito, che scemo! Adesso lo so, che ho perso tutto. Ho perso... perché da vincere non era un futuro, era un presente da mantenere. Tu lo sapevi, dovevi dirmelo! Fottiti!
Oggi ho riaperto quella raccolta di cose, testimonianze del passato, ed ho trovato la lista che cercavo: la cronaca degli ultimi attimi. L'avevo in mente da molto. Volevo farlo, ma non trovavo l'animo necessario. Lì c'era scritto tutto, ribadito anche nell'ultima serie di mail dense di pathos. Minacciose, definitive. Da entrambe la parti.
Bastava solo riuscirle a leggerle.
Ora le so leggere.
Scusa.
Solo ora che ho capito la differenza tra bisogno e desiderio, forse potrei discernere la differenza tra piacere e godimento... provare a spiegartelo. Uno è una mancanza. L'altro è una domanda. Il resto è ciò che ottieni dalla vita e ciò che strappi dalla morte.
Il più grande errore è stato non apprezzarti per quel che eri, senza stigarti a cambiare. Sono stato stronzo e manipolatore, ma con un buon fine. Appunto il fine NON giustifica i mezzi. Non l'avevo capito, che scemo! Adesso lo so, che ho perso tutto. Ho perso... perché da vincere non era un futuro, era un presente da mantenere. Tu lo sapevi, dovevi dirmelo! Fottiti!
Oggi ho riaperto quella raccolta di cose, testimonianze del passato, ed ho trovato la lista che cercavo: la cronaca degli ultimi attimi. L'avevo in mente da molto. Volevo farlo, ma non trovavo l'animo necessario. Lì c'era scritto tutto, ribadito anche nell'ultima serie di mail dense di pathos. Minacciose, definitive. Da entrambe la parti.
Bastava solo riuscirle a leggerle.
Ora le so leggere.
Scusa.