Non scrivo niente di personale da qualche mese, eppure sono cambiate molte cose, troppe cose.
Scrivo proprio oggi perché sono sicuro che il passato non ritorna, o meglio non lo si vuol far ritornare. Il diario è un muro del pianto.
Sarà che tutto perde di senso, svanisce nel presente.
Ho cambiato lavoro, auto, colleghi, casa, passioni, ho iniziato a scrivere altrove.
Che senso ha, dunque, tutto questo scrivere di emozioni e non poterle più provare? Lasciare indietro minuti, ore, giorni veramente vissuti e poi dimenticarsene? Doversene dimenticare.
Nel frattempo leggo moltissimo, come non avevo mai fatto prima. Leggo di come l'uomo crede di essere e non riesce mai a scoprirlo.
Appunto l'uomo non riesce mai a scoprire cos'è, magari se non un attimo prima di andarsene e di lasciare la sua impronta, si spera, nel cuore di un'altra persona.
La mia identità si sta formando tutt'intorno ad un grosso vuoto ed è probabilmente per questo che non riesce ad avere basi solide, oppure è per questo che a volte il vuoto mi rapisce e non mi vuol più lasciare tornar indietro. E qualsisi cosa che faccio, è appunto costruita su un terreno inesistente. Con degli ideali che non valgono un cazzo e non varranno mai niente.
Lo dico qui perché è un segreto :) Il vuoto è chiuso in una stanza, ha una porta che non si vede, e, la stanza ha i muri del pianto.
Scrivo proprio oggi perché sono sicuro che il passato non ritorna, o meglio non lo si vuol far ritornare. Il diario è un muro del pianto.
Sarà che tutto perde di senso, svanisce nel presente.
Ho cambiato lavoro, auto, colleghi, casa, passioni, ho iniziato a scrivere altrove.
Che senso ha, dunque, tutto questo scrivere di emozioni e non poterle più provare? Lasciare indietro minuti, ore, giorni veramente vissuti e poi dimenticarsene? Doversene dimenticare.
Nel frattempo leggo moltissimo, come non avevo mai fatto prima. Leggo di come l'uomo crede di essere e non riesce mai a scoprirlo.
Appunto l'uomo non riesce mai a scoprire cos'è, magari se non un attimo prima di andarsene e di lasciare la sua impronta, si spera, nel cuore di un'altra persona.
La mia identità si sta formando tutt'intorno ad un grosso vuoto ed è probabilmente per questo che non riesce ad avere basi solide, oppure è per questo che a volte il vuoto mi rapisce e non mi vuol più lasciare tornar indietro. E qualsisi cosa che faccio, è appunto costruita su un terreno inesistente. Con degli ideali che non valgono un cazzo e non varranno mai niente.
Lo dico qui perché è un segreto :) Il vuoto è chiuso in una stanza, ha una porta che non si vede, e, la stanza ha i muri del pianto.