mercoledì 28 maggio 2014

La terra dell'abbandono

Chi nasce in Italia impara a non prendersela, impara anche a non progettare più. Paese medievale per vocazione, rinascimentale per necessità, l'Italia insegnerà pur qualcosa. Durante l'ultimo giorno non ci saranno conti in banca, non resteranno i nostri affetti, non svetteranno i monumenti delle città, non fruttificheranno le nostre relazioni vantaggiose, non delibereranno i palazzi delle grandi decisioni. Questo succede in quanto, prima o poi, nessuno avrà qualcosa da poter comprare, nessuno avrà qualcuno a cui affezionarsi, nessuno avrà qualcosa da ammirare, nessuno avrà un destino da compiersi. Facciamo tutti finta di dimenticarcene, ma non resterà nulla di noi. Ecco, in Italia impari proprio questo.
Impariamo a rassegnarci con gioia; impariamo a vivere con tripudio i nostri corpi torniti dalla palestra e ambrati dalle lampade che si lacerano e si disfano mentre abbandoniamo lo spazio. Impariamo a contemplare giochi caduci di luce con serenità.

mercoledì 14 maggio 2014

Primo Maggio feroce a Casablanca

Dunque, ora non riesco più a capire gli esseri umani. La volta scorsa che ero qui il tizio che parlava con gli spiriti era l'eroe del villaggio. Erano tutti amici di Swedenborg, a chi non poteva piacere? Bene, adesso per farti notare di questi tempi non hai altra scelta che spingere una piramide fuori dal retto. La società liquida sta evaporando, questa è la verità. Questa è la moda del giorno d'oggi. Era la prima guerra mondiale e Ungaretti si illuminava d'immenso. Adesso che stiamo aspettando già la terza siamo tutti un po' più illuminati. Non ci vuole niente a capirlo. Quanta frustrazione per i poveri santi in ciabatte coi piedi sporchi! Almeno il buon gusto per non mettere il calzino bianco, quello ce l'hanno.
Se uno ha la fortuna di guardare lo stesso oggetto da tutte lo prospettive con una buona dose di fortuna all'improvviso non capisce più da che parte sia il suo sguardo: è neuroscienze? è fenomenologia? è x-files? Non importa perché tanto prima o poi il guardiano delle porte cambia oggetto e piomba l'amnesia a tutti. A tutti, tranne te. Santi numi! Cosa c'è di speciale nell'esistere? Qualcuno me lo dica, cazzo! Esistere è guardare copie di sé più attempate che tracciano piste per le biglie e quando sei tu attempato è il tuo turno di costruire le piste per le biglie. Perché dobbiamo costruire piste per le biglie? Ma che domande fai!
Oggi le piste o sono bianche o sono digitali, o inclusivo ovviamente. Bianche vel digitali. Sommariamente ognuno fa le piste che gli pare e a tutti va bene così. Gli storici dicono che il passato non esiste più; i futurologi dicono che il futuro non c'è. Tu mi chiedi dove troverai il tempo per fare la tua pista da biglie? Te lo dico io dove la puoi fare...

martedì 13 maggio 2014

Ufficio reclami: mediocrità e conformismo

Abbiamo in bocca migliaia di parole. Sembrerà che dirle in qualche modo ci dia il potere di parlare, il che è vero sola a metà. L'altra mezza verità è che le parole ci parlano. Serve un certo slancio fuori dal mediocre e dalla sua forma raffinata per sentirsi orditi ad ogni modo dall'ordito della lingua. Cosa vorrà mai dire? Se mediocre è parlare pensando di avere potere sulle parole, la mediocrità raffinata è pensare di avere potere sulle parole pensando che che a governarle sia la grammatica, la semantica, eccetra eccetra. Dunque governando un dispositivo che governa un dispositivo dovrei esserne io il padrone del dispositivo... No! Illusione!
Ora, il mediocre raffinato: una metafora ed un profilo. Dunque, il mediocre raffinato ha trovato il modo di sentirsi superiore agli altri perché ha sezionato la cultura degli altri in una cultura più rarefatta, che pur sempre è cultura. Tutti i mediocri raffinati sono stati mediocri ed ora si distinguono assegnando un etichetta a questo e a quello con l'autorità del filosofo. Stiamo parlando esattamente quella polymatheia che rende un tizio qualsiasi un giurista esperto. Questo raffinamento della mediocrità consiste in una proliferazione delle categorie di ciò che è immediatamente vissuto in un qualcosa che è astrattamente vissuto. E mi si dirà: beh non è quello che stai facendo anche tu? Se ve ne siete accorti siete molto svegli perché in questo caso è, concedetemelo, autologico o per i più raffinatamente mediocri, questo è meta-mediocre.
Non possiamo a meno di essere mediocri, e mediocre, oltre la connotazione negativizzante, non ha niente che non va. Mediocre vuol dire in sostanza "medio". Statisticamente medio. Il più semplice da trovare in una popolazione; l'essere più comune nella saccoccia dei grandi numeri. La persona mediocre è consapevolmente o inconsapevolmente mediocre. E consopevolmente o inconsapevolmente spinge all'uniformazione, al conformismo, della mediocrità. La mediocrità, ebbene sì, signori e signore della giuria, forma una struttura. La mediocrità è un microcosmo con un pressione alla stabilità che, quando viene mutata dall'interno, si chiama "progresso", oppure, quando viene mutata dall'esterno, "complotto".
Struttura e dispositivo, due parole molto astratte che non vogliono dire niente nel mondo mediocre dove tutto è ciò che appare. Dove si può facilmente tornare alla cosa in sé. Già il mediocre raffinato, quando si raffina ulteriormente - se il suo vettore spaziale lo spinge così forte -, ha una mezza idea di come astrarre le sue astrazioni. E queste diventano strutture e dispositivi. Le persone non vivono in un mondo, vivono in una struttura e/o dispositivo. La struttura pone e il dispositivo dispone. La persona emerge-da.
Da che mondo è mondo c'è chi canta la gloria di Dio e chi descrive minuziosamente l'arredamento per ufficio. Da che possiamo partire per la tangente ma non lo faremo. Procedere con l'astrazione vuol dire staccarsi dalla mediocrià, cosicché anche il mediocre raffinato sta staccando da terra. Ha i piedi pelosi e due bozzi vicino alle scapole. Cosa succederebbe se il mediocre raffinato si fissasse in una posizione nel cosmo e dice, come nei cartelli dei parchi divertimento: "io sono qui"? Non individuerebbe, signori e signore della giuria, una teoria dei luoghi e dello spazio?