Ringrazio chi mi ha dato la mano appena sono uscito dalla macchina: la prima cosa che cercavo era un po' di contatto umano. Che tanto mi manca e manca.Ringrazio chi mi sta aiutando a rimettere i miei peccati, e non è dio. Sono due ragazzi, un immigrato, un assicuratore, una avvocatessa, un venditore di concessionaria, la mia famiglia.
Di donne egoiste, che non mi capiscono, di lavoro e sfruttamento, di vita ai 140 all'ora per trasferirmi da una catena di montaggio all'altra nel più breve tempo possibile per non far interrompere la produzione.
Di grandi sogni e poco tempo, di falsi sogni e velocità, di tante prospettive nel bidimensionale e fretta di ottenere ciò che si vuole.
Ringrazio tutti.
Di queste cose è fatto un incidente, e di chi si dimostra umano nel dolore.