lunedì 21 luglio 2008

Quare id faciam, fortasse requiris

Odio e amo, o nessuno dei due. Volere che un qualcosa si avveri, ma anche, forse, è meglio di no.
Disfare nell'ombra quello che si sta costruendo. Costruire alla luce, quello che si rompe nell'ombra. Desiderare il bene e il male insieme.
Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

Come può trovare espressività nel tormento di non poter scegliere, apparentemente? Tutti hanno provato almeno una volta l'angoscia di avere in sé due teste e due cuori, di polarità opposte, con il risultato di non avere nessuna testa e nessun cuore.
Odi et amo.

Se l'uomo non ha nessun libero arbitrio ed è un animale come gli altri, solo più complesso, perché allora l'istinto di sopravvivenza non sblocca gli stalli? Perché se l'uomo è libero deve soffrire? Se l'uomo fosse libero avrebbe la libertà di non soffrire. Di modificare la sua storia senza che questa diventi un immane fardello. Di non render conto a nessun vincolo reale o immaginario. Di disegnare futuri nella mente come nello spazio. E infine essere il suo tempo.


Odio e amo la vita e la sua immonda bellezza.


martedì 15 luglio 2008

Requiem for a dream

Ho compiuto 24 anni da poco.

dobbiamo pensare a costruire una vita insieme ora. lascia stare cosa potrebbe succedere se... altrimenti non saremo mai sereni. siamo partiti con il piede giusto e siamo immensamente fortunati perchè siamo luno la metà mela dell'altro. quante persone possono vantare questa cosa. certo dobbiamo imparare ancora tante cose l'uno dell'altra e capirci a volte non sarà facile, ma sai quel proverbio che dice chi ben comincia...

Credo di avere realizzato più di metà dei miei sogni in neanche una settimana, ora è tempo che ne faccia degli altri, ma ho anche capito quanto sono ancora immaturo...

lo so non si finisce mai di imparare. anch'io con i miei ** anni a volte mi sento così stupida e ignorante... però non è colpa nostra, è il destino che ha impostato le nostre vite così, però pensa a quegli stolti che credono di sapere tutto invece sono degli asini! quelli sì che si devono preoccupare! noi ci organizzeremo un po' alla volta e studieremo insieme e viaggieremo insieme e impareremo a fare l'amore insieme

sì... è proprio quello che faremo. Dobbiamo però prima riprenderci quello che c'è stato tolto e cominciare da lì il nostro impero.





Non è solo il passato, è un futuro che poteva essere ma che non sarà. Un futuro che mi è venuto in mente che era per noi e ora non è più di nessuno. O forse è per noi in quella realtà in cui niente è finito. Parallela ma aldilà di una distesa di ghiaccio di solitudini.


E il presente è già un ricordo.


FINE



lunedì 14 luglio 2008

Bilanci e perplessità

Lei è cambiata, ha maturato e messo in cantiere i cambiamenti necessari per condurre una vita gratificante. Dal canto mio, spero che l'esperienza e il mio amorevole lavoro con lei siano stati parte del meccanismo che l'ha portata ad un traguardo (in)sperato.
Togliendo il mio Io dall'equazione e parlando in termini oggettivi la paranoia ed il contenuto delirante si sono drasticamente ridotti anche se non del tutto eliminati, ma è perfettamente nella nosografia del normale. La vendetta e la tacita cospirazione ha lasciato spazio al perdono ed all'empatia, oserei accostare, mitigante e mediatrice. Una sferzata di autostima e auto-organizzazione finalmente ha preso il comando donandole la capacità di tagliare con il passato con la sua Visione del mondo castrante ed al limite del masochismo. Forse questo ha spento la paranoia e, dunque, pensando meno agli altri parte dell'elaborazione è caduta su sè stessa balenando un narcisismo ferito da un ideale dell'Io frustrante. Sono permalosa, certo, suona meglio di Sono una vittima. Già così è un risultato eccellente. Ora è il turno per lei di rafforzare queste nuove credenze esperendo gratificazione dal suo nuovo modo di vivere, riparando la ferita narcisistica e irrobustendo la sua autostima. Il suo ideale è certamente già cambiato.
Ci vorrà ancora del lavoro per consolidare i progressi e della fortuna per non ripiombare nel precedente modo di vivere che per quanto disastroso l'ha portata fino a me, cioè era sufficiente per continuare a vivere. Ma come si sa, la libertà acquisita, se tolta, porta alla rivoluzione.
Negli spazi che si è costruita, qui e ora, dovrà rilanciarsi nella socialità e trovare l'uomo giusto con cui condividere i giorni. Ci sta già provando, segno che l'ottimismo le soffia sulle vele.
Quanto a me, averla reincontrata, significa solamente averla persa di nuovo. Non ci sarebbe nessun problema se non provassi dolore per questo. Un dolore irrazionale ed ambiguo. Un sentimento che è decisamente nuovo per me, dal quale non so difendermi e anche se non ci penso un macinio lo sento dentro, all'altezza del diaframma. Lo strano lavoriccio ha dato del suo meglio a cena nella sua casa nuova, assalendomi dal di dentro, come conati strozzati. Niente piacevoli.
Giocando un po' così, con il senso, sembra che sia sinonimo di vuotare il sacco, di dire quello che in realtà dovrei dire, ma tengo dentro. Ma sinceramente non so cosa dire di sensato, data la mia ambivalenza patologica.
Non le avrò fatto una buona impressione, per quanto fossi stato lucido per analizzare, non ero lì con lei.
A questo punto il mio Io torna a far parte delle incognite x dell'esperienza maturata dall'inizio dell'anno scorso, il 2007. Come ho scritto prima il mio desiderio è di aver contribuito al suo miglioramento, di essere stato cruciale nella sua vita. Se così fosse significherebbe: 1) mi ha amato (come io ho amato lei), 2) il mio agito è conforme alle mie aspettative, 3) sono utile a qualcuno, malgrado la mia scarsa manualità :).


Non lo saprò mai.