Mai come nel nostro tempo a tutto si da un valore, un valore nei piccoli sistemi.
Per qualsiasi tipo di corrente con il passare del tempo si creano rivoli paralleli che corrono verso la foce che rimescolando il tutto produce un altro tipo di corrente, questi filoni prendono nomi diversi, ma sempre si tratta dello stesso fenomeno.
Mi piacerebbe sapere come la storia definirà la nostra epoca: civiltà usa-e-getta, tecnico-atea, pop-capitalistica o semplicemente coglioni.
Nelle meccaniche educative infantili poi si forma un individuo che ne gioverà o risentirà tutta la vita degli insegnamenti dati, verbali e non verbali; prendiamo un bambino tipo, i cui genitori sono impegnati entrambi a portare a casa la pagnotta, vuoi per necessità, vuoi perchè chi sta a casa è un peso morto, insomma il bambino rimane solo.
I casi sono: rimane da solo davanti a TV, computer, console; affidato ai nonni; baby-sitter.
E' facile sentirsi in più quando nemmeno i propri genitori possono occuparsi di te, sbolognandoti, nei migliore dei casi portandoti dai nonni.
Questo modello poi sarà applicato con le relazioni nella vita del bambino diventato adulto, perciò si ha una mercificazione della relazione, come se l'importante sia solo il presente, senza pensare che il futuro sia vicino. Un senso di inferiorità verso l'insieme, un rapporto conflittuale con le autorità che non ti hanno tutelato quando dovevano e a questo punto aggiungiamo l'edonismo capitalistico a cui si è tanto affezionati, che serve quando tutto va storto e d'incanto una spesa, un oggetto risolvono lo stato d'animo negativo.
Riassumendo: l'importante è il presente, l'importante è il valore monetario, l'importante è rientrare in questi schemi; a tutte le cose brutte esiste una soluzione: tirare fuori il portafoglio e assecondare il bisogno indotto; i genitori sono più preoccupati a mantenere un tenore di vita, o semplicemente riuscire a vivere, che accompagnare il figlio nella strada della vita; conflitto con i genitori che può produrre un conflitto con la propria sfera emotiva.
A ogni generazione questo meccanismo si fa sempre più potente. E non ho ancora detto la parola amore.
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