venerdì 9 luglio 2010

Fuga dal sogno

Non era una profezia, lo sapevo fin dal primo momento. Tu anche. Di certo non ho cercato la fine, io, è venuta da sé finito il tuo sogno. Adesso hai sognato e puoi continuare con la vita che consideri reale, che è un sogno che non ti lascia svegliare. Ma io so che non è reale la tua vita reale, è un sogno fra i tanti possibili sogni che puoi fare. Lo spiegano da sé i miei personaggi che ti hanno accompagnata, fin'ultimo la rappresentazione di te stessa, ricordi? Che paura, e se fosse diventato un doppio sogno?, il nostro... un sogno consensuale, di quelli che diventa realtà?
Se interpreti un innamorato pazzo, di quelli che ti fanno promesse e proposte al limite della follia umana, in quel momento sei effettivamente un innamorato pazzo. Sei quel che fai come quando provi a fare un'espressione triste e infine ti intristisci davvero! Poi, per non cadere nel doppio sogno ecco l'antipatico. Deterrente velenoso, critico acerrimo, polemico fino al midollo. Comoda poliza per la fuga. Però, sotto tante maschere, c'è un attore? Ma chi è veramente l'attore se è ciò che interpreta? Se sta sempre recitando qualcosa come può l'attore contravvenire alla frammentazione della sua identità?

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