mercoledì 28 maggio 2014

La terra dell'abbandono

Chi nasce in Italia impara a non prendersela, impara anche a non progettare più. Paese medievale per vocazione, rinascimentale per necessità, l'Italia insegnerà pur qualcosa. Durante l'ultimo giorno non ci saranno conti in banca, non resteranno i nostri affetti, non svetteranno i monumenti delle città, non fruttificheranno le nostre relazioni vantaggiose, non delibereranno i palazzi delle grandi decisioni. Questo succede in quanto, prima o poi, nessuno avrà qualcosa da poter comprare, nessuno avrà qualcuno a cui affezionarsi, nessuno avrà qualcosa da ammirare, nessuno avrà un destino da compiersi. Facciamo tutti finta di dimenticarcene, ma non resterà nulla di noi. Ecco, in Italia impari proprio questo.
Impariamo a rassegnarci con gioia; impariamo a vivere con tripudio i nostri corpi torniti dalla palestra e ambrati dalle lampade che si lacerano e si disfano mentre abbandoniamo lo spazio. Impariamo a contemplare giochi caduci di luce con serenità.

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