Chi nasce in Italia impara a non prendersela, impara anche a non
progettare più. Paese medievale per vocazione, rinascimentale per
necessità, l'Italia insegnerà pur qualcosa. Durante l'ultimo giorno non
ci saranno conti in banca, non resteranno i nostri affetti, non
svetteranno i monumenti delle città, non fruttificheranno le nostre
relazioni vantaggiose, non delibereranno i palazzi delle grandi
decisioni. Questo succede in quanto, prima o poi, nessuno avrà qualcosa
da poter comprare, nessuno avrà qualcuno a cui affezionarsi, nessuno
avrà qualcosa da ammirare, nessuno avrà un destino da compiersi.
Facciamo tutti finta di dimenticarcene, ma non resterà nulla di noi.
Ecco, in Italia impari proprio questo.
Impariamo a rassegnarci con gioia; impariamo a vivere con tripudio i nostri corpi torniti dalla palestra e ambrati dalle lampade che si lacerano e si disfano mentre abbandoniamo lo spazio. Impariamo a contemplare giochi caduci di luce con serenità.
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