giovedì 25 novembre 2010

I dialoghi nei sogni

PRIMO DIALOGO

Non vorrei un passato per poter credere di conoscerti da sempre e so già che mi chiameranno folle, perché ho ceduto la vita per il torpore di un momento che non ho compreso.

“ Ma noi siamo come ombre e viviamo nei vostri occhi nel buio di un istante. Non vi chiediamo pietà per la nostra diversità, se non siamo come il resto della vostra vigile consapevolezza.
Senza di noi non capireste la luce... E poi mi sembrano un piccolo prezzo da pagare quei brividi quando diamo un senso alla vostra esistenza possedendovi.
Gli antichi ci hanno chiamato dèi perché ci sapevano più forte dell'uomo, ora ci chiamate emozioni e siete convinti di poterci controllare. Ma mentre mi stai leggendo io ti sto possedendo e se solo una parte di te lo ha capito è perché l'altra parte di te è mia.
Tu... sei... mia... „

Cara emozione, scusa se non so chiamarti paura o amore. Ma quello che dici mi sembra arrogante... Abbiamo smesso di chiamarvi dèi perché lei è tua quanto tu sei suo... Non vi chiamiamo dèi perché anche voi senza di noi non sareste che un progetto gettato nel nulla.

SECONDO DIALOGO

- Vuole davvero lasciare a suoi occhi lo spettacolo di un amore che muore?
- No vostro onore, c'era lì un posto buio e vuoto, l'ho illuminato, guarnito e ora è lì che riposa.
- Figliolo come sai se riposa?, tra le sbarre lo farai soffocare...
- Vostro onore ho la fede... ho la fiducia in lei che mi ama
- Imputato io la chiamo per questo. E' vero, lei ha gli occhi di una donna che ama. Ma per un amore che muore assoluzione e delitto hanno lo stesso movente. Ora apra di nuovo il suo cuore e le dica "Io ti lascio scappare". Se la ama veramente, vedrà, lei non farà che tornare

TERZO DIALOGO

Dedico a te il buio della notte che nasconde i nostri occhi lontani.
Ti dedico questa nebbia che come fumo avvolge il mio corpo, che non soffre questo freddo notturno perché scaldato dall'idea di te. Perché ovunque ti trovi so che mi porti con te nel calore del tuo dormire. Nel tuo sogno. Nel tuo essere che ormai fa parte del mio, tenera creatura dagli occhi puri, dai pensieri folli, dalle parole intense che toccano il mio cuore. La tua natura mi affascina e mi protegge , mi travolge e mi spaventa al tempo stesso.
Ma indietro non si può tornare e io ti lascio al tuo dolce sognare.

Dolce signora del sogno dedico a te i miei pensieri primi. Era notte e mi ero perso, tu mi hai coccolato proteggendomi da eclissi terrestri di meste lune remote. Emergevo da desertici recessi di ghiaccio della mia anima, e tu mi hai donato il calore del tuo corpo, caldo più di un manto di lana al fuoco.
Ascolta dolce signora, tu sei raggio di tenebra e attraversi la materia, eterea tra atomi instabili, tra lucide lacrime di mondi lontani, ed a me hai portato la gioia?
Ti lascerò domarmi e sarò tue armi e tuo scudo, ti lascerò dissodarmi e sarò approdo sicuro per il tuo veliero durante furibonde tempeste negli oceani del tuo profondo.
Ti lascerò sedurmi e sarò il tuo bacio.

TERZO DIALOGO

Confluendo nello stesso mare stanno giocando le onde dei nostri destini. Salate come le mie lacrime, dolci come il tuo profumo, amare come la tua mancanza. Amore, è la nostra vita che scorre? O sono le tue labbra che si muovono per dirmi ti amo che la fanno esprimersi, e tutto il resto è il bianco siderale di un foglio immobile e insisgnificante che chiamiamo universo?
Piango e rido senza motivo, ho fame perché me ne devo ricordare; sono stremato, ma sono sveglio e lucido. Forse siamo morti e rinati con il tuo desiderio e ora il futuro che ci attende si sta scrivendo cancellando calendari non acora stampati...

QUARTO DIALOGO


Quanto calore in una carezza rimasta nelle mie mani
dall'ultimo incontro,
quanta tenerezza in uno sguardo lontano
quanta passione in un bacio pensato a occhi chiusi,
quanta emozione per una voce che ho già ascoltato,però,
guardandoci negli occhi.
L'amore,cos'è!è solo una parola
che si perde nel momento stesso che viene pronunciata.
Non esiste amore,non esiste nemmeno il ricordo,
non esiste il momento,perchè il momento finisce
nell'istante dopo.
Non dirmi "ti amo"per scordarti
di averlo detto,non accarezzarmi per poi andartene via,
non guardarmi per poi girarti e dimenticare i miei occhi.
Non amarmi,perchè voglio chiudere gli occhi e sognare
che un giorno lo farai.
Ti chiedo di togliermi la speranza
per poter soffrire per te.
Ti chiedo di non desiderarmi per poterti desiderare
ancora di più.
Però una cosa devi fare per me
quando domani ti sveglierai.
Ti chiedo di darmi il buongiorno,
per ricordarmi che sono viva con te.
Ti chiedo la buona notte per ricordarmi
che sto per dormire e potrò sognarti.
Ti chiedo di respirare
mentre lo sto facendo io.
Ti chiedo di sorridere perchè sai che
io esisto.
Ti chiedo solo questo!
perchè non esiste nessun amore
se viene pronunciato nel vuoto,non esiste nessun sentimento,
non esiste niente di tutto ciò che è solo
detto,niente!
esistono solo due cuori che stanno
battendo nello stesso momento,
tra un istante passerà anche questo pensiero
e verrà dimenticato.
Ma il nostro cuore continuerà a battere.
E domani mi manderai il buongiorno
e domani sera la buona notte.
E io continuerò a vivere,
sapendo che tu vivi con me!
E in questo,forse,c'è il solo e unico grande Amore che può
essere pronunciato senza paura che venga dimenticato!


Ti voglio, rispondere in prosa. Anche se questa è una poesia dedicata a noi. Per favore, questa falla diventare parte di te.

“Analizzo il cervello di Esmeralda e vi dico tutto quello che avviene in esso quando fate l'amore: vi spiego l'attività del suo setto e dei nuclei ipotalamici, vi informo che determinati peptidi vengono liberati assieme alla prolattina, l'ormone che che favorisce la secrezione lattea, e così via. Se a quel punto vi rivolgeste a lei dicendo: «Ma come è tutto qui? Il tuo amore non è reale, è solo una questione di chimica?», Esmeralda avrebbe ragione a rispondervi «Al contrario, tutta questa attività cerebrale dimostra che io ti amo davvero, che non sto fingendo, e dovrebbe renderti più sicuro dei miei sentimenti».„ - Ramachandran V.

Amore mio dolcissimo, cuori che battono si fermano e nuove cellule del miocardio si aggregano nei feti, pronti a battere. E questo ogni attimo dell'esistenza che è prima, durante e dopo noi. Il nostro cuore batte e noi ci amiamo. E cuori che battono e si fermano, cuori nuovi pronti a battere; noi, non ci pensiamo. Il nostro cuore batteva prima del nostro amore, ma non sappiamo se batterà dopo. Amore mio dolcissimo, il nostro amore è al di là di sistole e diastole.
Il pane è il pane, non ciò che lo ha prodotto. Il vino è il vino, non è l'uva e non è la vite. Così, se tu leggi le mie parole vedresti linee e spazi. In realtà è il mio messaggio per te che vivi di attimi e scordi l'esperienza umana. La parola non è il suo suono, nè la sua grafia. Allo stesso modo io che penso a noi non penso a te a me, ma a noi.
La nostra esperienza, come viviamo e ciò che percepiamo, è oltre. Amore mio. Alla convention di oggi un criminologo ha parlato di altri noi, di cui uno è in fin di vita per una male che distrugge le carni e senza cura. Per amore l'altro gli dà la morte. E questo è amore. Mi sono sentito morire dentro, mi sono sentito morire dentro e a stento trattenevo le lacrime pensando a noi. Lo sai perché? Perché ho conferme continue che ti amo.
Tu che vuoi la mia indifferenza per soffrire, fingendo proverò a donartela. Ricorda però che che esiste un Uomo oltre all'Uomo. Nietzsche appunto lo chiama l'Oltreuomo e Zaratustra predica le tre metamorfosi: Cammello, Leone e Bambino. L'Oltreuomo è figlio dell'Uomo e da lui trae la sua forza, ma lo supera. Il figlio dell'Uomo è il Bambino. Ora sei un Leone, ma il tuo cuore mi ha parlato da Cammello.
Ora ciò di cui ti parlerò ti sembrerà un delirio, ma ti sembrerà un delirio solo ora. Sarà la verità più limpida quando solo guardandoci negli occhi saremo complici. Ti ho afferrato la mano, ma sarai tu a passare da crisalide a farfalla. Ti sentirai morire, ma è solo morendo che puoi rinascere come Bambino.

“Tre metamorfosi vi cito dello spirito: di come lo spirito si trasforma in cammello e il cammello in leone e da ultimo il leone in bambino.
Per lo spirito ci sono molte cose gravose, per il forte e tollerante spirito in cui alberga il timore reverenziale. La sua forza esige pesi e pesi ancora più gravosi.
"Che cosa è pesante?" Così chiede il tollerante spirito, così s'inginocchia a terra, simile al cammello e vuol venire caricato bene.
"Che cosa è più pesante di tutto, o eroi" così chiede il tollerante spirito " perché io lo carichi su di me e mi rallegri della mia forza?"
Non è forse mortificarsi per far male alla propria superbia! Lasciar splendere la propria stoltezza per farsi beffe della propria saggezza?
Oppure è questo: separarci dalla nostra causa quando festeggia la sua vittoria? Salire su alti monti per tentare il tentatore?
Oppure è questo: nutrirsi delle ghiande e dell'erba della conoscenza e per amore della verità patire la fame dell'anima?
Oppure è questo: essere ammalati e rimandare a casa le persone venute a consolare, e fare amicizia con i sordi che non ascoltano mai quel che vuoi tu?
Oppure è questo: entrare in un'acqua sporca purché sia l'acqua della verità e non allontanare da sé le rane fredde e i bollenti rospi?
Oppure è questo: amare coloro che ci disprezzano e tendere la mano allo spettro che vuole metterci paura?"
Lo spirito tollerante si carica di tutte queste cose difficilissime: simile al cammello che si affretta carico nel deserto, così si affretta anche lui nel suo deserto.
Ma nel deserto più solitario avviene la seconda metamorfosi: qui lo spirito diviene leone, vuole conquistarsi la libertà ed essere signore nel proprio deserto.
Qui cerca il suo ultimo signore: vuole diventare nemico suo e del suo ultimo dio, vuol combattere per la vittoria con il grande drago.
Qual è il grande drago che lo spirito non vuole più chiamare signore e dio? Il grande drago si chiama "Tu devi". Ma lo spirito del leone dico "Io voglio".
"Tu devi" gli sbarra il cammino, scintillante d'oro, animale squamato e su ogni squama splende aureo "Tu devi!"
Su queste squame splendono valori millenari e così parla il più potente di tutti i draghi: "Tutti i valori delle cose splendono su di me.
Tutti i valori sono già stati creati e io sono tutti i valori creati. In verità, nessun "Io voglio" deve più esistere!" Così parla il drago.
Fratelli miei, a che scopo c'è bisogno del leone nello spirito? A cosa non basta l'animale da soma che rinuncia e prova timore reverenziale?
Creare nuovi valori - neppure il leone ci riesce: ma a procurarsi libertà di creare - questo il potere del leone riesce a farlo.
Per procurarsi libertà e un sacro No anche dinanzi al dovere: per questo, fratelli miei, ci vuole il leone.
Prendersi il diritto di stabilire nuovi valori - questo è il più terribile atto per uno spirito tollerante e riverente. In verità per lui è un rapinare: una cosa per animale da preda.
Un tempo amava come suo dovere più sacro il "Tu devi": ora anche nel suo dovere più sacro deve trovare la pazzia e l'arbitrio per potersi prendere con la forza la libertà dall'amore: per questa rapina ci vuole il leone.
Ma dite, fratelli miei, che riesce a fare il bambino che non riesca a fare anche il leone? A che scopo il leone predatore deve divenire bambino?
Innocenza è il fanciullo e dimenticanza, un nuovo inizio, un gioco, una ruota che gira da sola, un primo movimento, un sacro dire di sì.
Sì, per il gioco del creare, fratelli miei, ci vuole un sacro dire di sì: ora lo spirito vuole la sua volontà, il senzamondo si conquista il suo mondo.
Tre metamorfosi dello spirito vi ho citato: di come lo spirito si è trasformato in cammello e il cammello in leone e il leone da ultimo in bambino.

Così parlo Zarathustra.„

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