mercoledì 24 novembre 2010

Il ritorno del mondo conosciuto

Si consumano così, tra avanzi e poesie, piatti da sciacquare e storie di noi. Si consumano così, tra teneri insieme e posaceneri da svuotare, pervasi da passioni e tovaglie da lavare. Si consumano così gli ultimi atti di uno squarcio nel blu. L'ultima sigaretta e poi, il sipario cola giù, è notte fuori! e nulla, più nulla. Ho freddo, amore, e sono triste e piove. Non voglio un'ultima carezza, tanto chi la sentirebbe qui. Chi me lo dice, se spinto da memorie dall'intenso, che abbracciandoti saresti di nuovo tu? Tu, quella di ieri... o meglio quella che eri domani. Se non c'è niente da fare, non c'è niente da rifare. Abbiamo corso la vita alla follia e finendo le batterie e se ci chiediamo se siamo arrivati è perché non c'era nessun luogo in cui arrivare. Ascolta i grandi, loro lo sapevano già. Si sono amati e si sono trovati due sconosciuti. Non ci sono tecnologie per gli amori che si guastano. Ho provato mille parole finora. Potrò scriverti le più strazianti, immaginare le più toccanti à la retorica del caso. Forcluderti la mia disperazione. Non è così. Non lo farò.
Dirò FINE ed è già un oblio.

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